Note di grazia a Genazzano: il coro incanta i fedeli nel centenario di padre Antonio Belli
Messa di suffragio
, 12/10/2026
11 Ottobre 2026
Note di grazia a Genazzano: il coro incanta i fedeli nel centenario di padre Antonio Belli
GENAZZANO – Tra le imponenti navate del Santuario della Madre del Buon Consiglio, la preghiera si è fatta armonia per rendere omaggio a una figura indimenticabile del territorio. Nella giornata di ieri, domenica 11 ottobre, la comunità di Genazzano si è stretta nel ricordo di padre Antonio Belli in occasione del centenario della sua nascita (1926-2026).
Una vita tra vocazione e composizione
Nato a Maenza il 9 settembre 1926 e segnato in tenera età dalla perdita della mamma , un dolore che ne moldò il carattere delicato e sensibile , padre Antonio Belli entrò da ragazzo nell'Ordine Agostiniano (Provincia Romana), emettendo i voti solenni il 13 ottobre 1946 e venendo ordinato sacerdote il 16 aprile 1949.
Fin da giovanissimo coltivò una spiccata sensibilità artistica che lo portò a diplomarsi come organista, maestro compositore e direttore d'orchestra, avendo tra i suoi maestri e collaboratori anche il celebre Bonaventura Somma. Ha diretto con competenza diverse importanti corali (a Santa Maria del Popolo, a Santa Prisca e infine a Genazzano, dove ha fondato la sua Schola Cantorum).
Accanto al talento musicale, padre Belli ha portato avanti un'intensa vita pastorale e teologica: è stato parroco a Santa Prisca, rettore del Santuario della Madonna del Buon Consiglio, direttore del Bollettino del Santuario e della Pia Unione, oltre a ricoprire l'incarico di delegato vescovile per la Vita Consacrata e per la formazione dei ministri straordinari dell'Eucarestia nella Diocesi di Palestrina. È scomparso a Genazzano il 12 gennaio 1999 all'età di 73 anni.
La celebrativa e il concerto
La commemorazione si è aperta alle ore 18 con la solenne celebrazione della Santa Messa in sua memoria. A seguire, il momento più atteso: l'esibizione del coro, che ha eseguito una selezione accurata delle composizioni più amate del religioso — caratterizzate da una trama contrappuntistica rigorosa, soluzioni armoniche ardite e una profonda ispirazione spirituale —, deliziando la folta platea di fedeli rimasta ad ascoltare con palpabile emozione.
«Ricordarlo come avrebbe voluto lui: cantando»
L'iniziativa ha risposto appieno alla genuina intenzione espressa dagli organizzatori: «Vogliamo ricordarlo come avrebbe voluto lui: cantando». Far risuonare quelle note proprio nel luogo che lo ha accolto negli ultimi anni della sua vita religiosa e artistica ha permesso di riscoprire il valore della sua eredità spirituale.
Un omaggio sentito che unisce idealmente Genazzano a Maenza, suo paese natale, due comunità legate dal ricordo indissolubile di un uomo colto, riservato e profondamente affascinato dalla meditazione dell'infinito, che ha saputo parlare al cuore delle persone attraverso la fede e la sua raffinata musica
